Visualizzazione post con etichetta zucchero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zucchero. Mostra tutti i post

giovedì 2 maggio 2013

Come imparare a bere il caffè senza zucchero

Mmm..
Il caffè senza zucchero è molto più buono. Basta chiedere a chi lo beve amaro: generalmente lo ha bevuto per anni zuccherato, poi è passato a berlo amaro e non tornerebbe più indietro.

Il caffè zuccherato non è caffè: è una bevanda dolce all'aroma di caffè.

Il problema, per chi beve il caffè dolce e pensa siano incredibili le affermazioni appena fatte è il passaggio da dal dolce all'amaro. Se provi da un giorno all'altro, per di più pensando che sia disgustoso, non ci riuscirai mai. Ecco un buon metodo.

Il caffè con un biscotto.

Prendi il caffè amaro, assaporane l'aroma, poi ne bevi un sorso piccolissimo, e mangi un pezzetto di biscotto o un pezzetto di pasticcino. Dolce e amero si mescoleranno nella bocca (è molto piacevole, prova). Poi bevi un altro sorso e mangi un altro pezzettino di biscotto, e via così, cercando di concludere con un pezzetto di biscotto.

Poi prova alla stessa maniera, ma questa volta cercando di concludere con un sorso di caffè, in modo che l'amaro predomini.

Infine prova mangiando il biscotto bevendo gran parte del caffè dopo.

In questo modo il gusto si abituerà all'alternanza dolce-amaro, imparando a far prevalere quest'ultimo.

Scoprirai nuovi sapori e nuove sfumature.


Perché lasciarsi condizionare dallo zucchero?

Inoltre, questo passaggio può essere l'inizio di una buona abitudine: perdere il gusto per le cose dolci e troppo dolci, con grandi vantaggi per la linea e anche per il portafogli. Lo zucchero e i dolci industriali costano relativamente poco ma sono dannosi per la salute, mentre i dolcificanti alternativi sono costosi e non è neppure garantito che siano innocui.

domenica 10 luglio 2011

Caldo afoso: quello che i TG non dicono

Ormai è diventata quasi una barzelletta: quando arriva il caldo, i telegiornali intervistano un esperto che, per farci stare meglio, raccomanda: "bere molto, mangiare frutta e verdura, evitare di uscire nelle ore più calde". Si tratta di raccomandazioni di buon senso che è comunque utile ripetere perché non tutti le sanno o se ne ricordano (per esempio i giovani o le persone normalmente poco informate). Quello che l'esperto non può dire, perché altrimenti la testata giornalistica sarebbe assalita dalle lobby commerciali di bibitari, allevatori di bestiame da carne e da latte, produttori di cibi pronti eccetera, è questo: Per resistere al caldo occorre mangiare di meno, anche in termini calorici, ed evitare alcuni particolari cibi.

Per soffrire meno il caldo vanno ridotti o anche evitati tutti questi cibi (che spesso, invece, sono i best seller dell'estate, aiutati da cattive abitudini e suggestioni pubblicitarie interessate):
  1. Carne in tutti i modi (la digestione delle proteine sviluppa più calore della digestione dei carboidrati, particolarmente quando la modalità di cottura è elaborata), compresi i barbecue estivi;
  2. Salumi, perché eccessivamente ricchi di proteine, calorie, sale (rappresentano spesso la forma peggiore per assumere carne);
  3. Formaggi stagionati e anche freschi, perché, oltre ad essere ricchi di proteine e laboriosi nella digestione, sono eccessivamente ricchi di grassi;
  4. Bibite dolci e bibite gassate perché ricche di calorie; la bevanda ideale è l'acqua, corretta con un po' di limone, un po' d'aceto, pochissimo vino (meno di un quinto) o pochissima Coca-Cola (sempre meno di un quinto) In realtà non è sgradevole, anzi: basta farci l'abitudine e bere senza aspettarsi il troppo dolce della bevanda non diluita;
  5. Bibite dolcificate, perché ingannano l'organismo fornendo il sapore dolce ma senza le calorie, col risultato che il desiderio di dolce aumenta;
  6. Dolci, snack e merendine in genere, perché aumentano la necessità di acqua da parte dell'organismo, evitando anche di esagerare con i gelati.
  7. Alcolici e aperitivi, se non in piccolissime quantità e accompagnati da tanta acqua prima e dopo. Particolarmente temibile il vinello bianco gelato, che garantisce disidratazione e frequenti mal di testa se non è accompagnato da abbondantissima acqua prima e dopo.
Se il telegiornale lo dicesse, scatenerebbe il terremoto delle relazioni pubbliche.

Caldo afoso: quello che i TG non dicono

Ormai è diventata quasi una barzelletta: quando arriva il caldo, i telegiornali intervistano un esperto che, per farci stare meglio, raccomanda: "bere molto, mangiare frutta e verdura, evitare di uscire nelle ore più calde". Si tratta di raccomandazioni di buon senso che è comunque utile ripetere perché non tutti le sanno o se ne ricordano (per esempio i giovani o le persone normalmente poco informate). Quello che l'esperto non può dire, perché altrimenti la testata giornalistica sarebbe assalita dalle lobby commerciali di bibitari, allevatori di bestiame da carne e da latte, produttori di cibi pronti eccetera, è questo: Per resistere al caldo occorre mangiare di meno, anche in termini calorici, ed evitare alcuni particolari cibi.

Per soffrire meno il caldo vanno ridotti o anche evitati tutti questi cibi (che spesso, invece, sono i best seller dell'estate, aiutati da cattive abitudini e suggestioni pubblicitarie interessate):
  1. Carne in tutti i modi (la digestione delle proteine sviluppa più calore della digestione dei carboidrati, particolarmente quando la modalità di cottura è elaborata), compresi i barbecue estivi;
  2. Salumi, perché eccessivamente ricchi di proteine, calorie, sale (rappresentano spesso la forma peggiore per assumere carne);
  3. Formaggi stagionati e anche freschi, perché, oltre ad essere ricchi di proteine e laboriosi nella digestione, sono eccessivamente ricchi di grassi;
  4. Bibite dolci e bibite gassate perché ricche di calorie; la bevanda ideale è l'acqua, corretta con un po' di limone, un po' d'aceto, pochissimo vino (meno di un quinto) o pochissima Coca-Cola (sempre meno di un quinto) In realtà non è sgradevole, anzi: basta farci l'abitudine e bere senza aspettarsi il troppo dolce della bevanda non diluita;
  5. Bibite dolcificate, perché ingannano l'organismo fornendo il sapore dolce ma senza le calorie, col risultato che il desiderio di dolce aumenta;
  6. Dolci, snack e merendine in genere, perché aumentano la necessità di acqua da parte dell'organismo, evitando anche di esagerare con i gelati.
  7. Alcolici e aperitivi, se non in piccolissime quantità e accompagnati da tanta acqua prima e dopo. Particolarmente temibile il vinello bianco gelato, che garantisce disidratazione e frequenti mal di testa se non è accompagnato da abbondantissima acqua prima e dopo.
Se il telegiornale lo dicesse, scatenerebbe il terremoto delle relazioni pubbliche.

domenica 17 ottobre 2010

Bevande gassate? No grazie. Ogni litro contiene 24 bustine di zucchero.

Mangeresti 8 bustine di zucchero? E allora, perché le bevi?

Una lattina di aranciata, cola, spuma, limonata e altre bevande gassate contiene circa 8 bustine di zucchero (16 bustine la bottiglia da 59 cc del filmato, 24 bustine per ogni litro). Lo stesso vale per molti tè in lattina o in bottiglia. Eliminare dalla propria dieta le bevande gassate e quelle industriali è quindi il modo migliore e più facile per ridurre zucchero e calorie dalla propria dieta. Basta sostituirle con acqua aromatizzata con succo di limone, tè molto leggero, carcadè (o karkadè), un infuso molto dissetante ricavato dal fiore dell'ibisco.

L'inizio dell'inverno è il momento giusto per perdere l'abitudine. In alternativa, queste bibite si possono bere ma diluite con acqua almeno al 50% (una parte di acqua, una parte di bibita). Chi è abituato a valutare passivamente e con superficialità gli alimenti inorridirà di fronte a un simile consiglio ma in realtà è solo questione di abitudine, di aspettative e di condizionamenti sociali o pubblicitari. 
Infatti, qualsiasi bibita con 8 bustine di zucchero dentro NON è dissetante, salvo l'effetto rinfrescante del liquido freddo. Diluita in ragione di una o due parti di acqua pura per ogni parte di bibita invece sì, anche se il gusto cambia: e, quando si impara a distinguere il vero dissetante dal falso dissetante, migliora. Lo stesso consiglio vale per i succhi di frutta industriali, di cui inoltre è sempre opportuno verificare che NON abbiano zucchero aggiunto.
Lo zucchero, il sale e i grassi sono il modo più facile per aggiungere sapore quando gli ingredienti di partenza sono scadenti o conservati troppo a lungo. Quindi quando quello che mangi o bevi è molto dolce, molto salato o con molti grassi, attenzione: potrebbe esserci la fregatura dietetica: tante calorie e poco nutrimento.