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martedì 15 febbraio 2011

VeganFest Expo, fiera internazionale del mondo ecologico e vegan, con raduno degli Chef Vegan

Dal 22 al 25 Aprile 2011 a Capezzano Pianore (pronuncia Piànore), frazione di Camaiore, avrà luogo il VeganFest Expo con personalità del mondo vegan, workshop e laboratori tematici, corsi di cucina, oresentazioni, conferenze, musica e artisti vegan.

Nel corso della manifestazione avrà luogo anche il 5° Raduno Ufficiale degli Chef di Veganblog.it, con incontri e corsi gratuiti di cucina vegana e vegetariana.

Medici e nutrizionisti considerano l'alimentazione vegan, vegana, vegetariana e semi-vegetariana  più sana ed economica dell'alimentazione convenzionale con eccessi di carne e prodotti derivati, particolarmente quella con eccessi di prodotti conservati e industriali. Inoltre, come dimostra l'esperienza di milioni di vegetariani in tutto il mondo, può essere altrettanto gustosa. In certi casi è solo questione di cambiare abitudini o di modificare le proprie aspettative. In altri casi il presunto maggior gusto dei piatti a base di carne è dovuto principalmente alle grandi quantità di sale aggiunto (fino al 4% nel caso dei salumi, ad esempio).

Il VeganFest Expo è l'occasione giusta per scoprire i gusti e gli aspetti poco noti della cucina vegan e vegetariana. Anche chi ama la carne può comunque apprezzare alcuni piatti vegetariani, incrementando la quota vegetariana della propria dieta con beneficio per la salute e per la spesa.

La manifestazione si tiene presso la villa Borbone delle Pianore, il cui bellissimo parco misura cinque ettari. La villa si trova circa a metà strada fra Camaiore e Lido di Camaiore, a pochi km dal mare. Dalle finestre del primo piano e dal parco si vede il mare in lontananza.
Il parco della villa Borbone delle Pianore,
a Capezzano Pianore (provincia di Lucca).

giovedì 16 settembre 2010

1-7 ottobre 2010: la settimana vegetariana internazionale

Questa rete di organizzazioni vegetariane e vegane ha indetto la Settimana Vegetariana Internazionale, da tenere ogni anno dall'1 al 7 ottobre, o intorno a quelle date a seconda delle diverse necessità od opportunità nazionali o locali.
In Italia se ne occupa l'associazione Agire Ora. Al di là del fatto che si condivida o meno la parte animalista dell'iniziativa, è comunque assodato e anche riconosciuto dalla classe medica che una dieta vegetariana o semi-vegetariana è più salutare di una dieta ad alto contenuto di grassi e proteine animali. Chi non vuole o non può, non è obbligato a rinunciare totalmente a carne o pesce, ma diminuirne i consumi è comunque utile per la sua salute, il suo benessere e anche per il pianeta, particolarmente per quanto riguarda prodotti ad alto tasso di industrializzazione come salumi e carne di animali sottoposti ad allevamento intensivo.

martedì 16 febbraio 2010

Ipocrisia scatenata. Perché i gatti no ma conigli e polli sì?

Uno dei tanti "esperti" di gastronomia illustra in tv una ricetta per cucinare i gatti e insorge la censura perbenista.

Beppe Bigazzi, all'interno della trasmissione di cucina generalista "La prova del cuoco" ha parlato di come si cucinano i gatti, abitudine non rarissima in zone geografiche depresse e in periodi di povertà e carestia. Per assumere proteine nobili, fra popolazioni povere spesso si ricorre ad animali considerati gastronomicamente strani, come insetti, molluschi (le lumache) e anfibi (le rane), specialità che possono diventare col tempo anche curiose ghiottonerie (per alcuni, non per me, naturalmente).

Al di là dei formalismi legali, mi sembra molto ipocrita scandalizzarsi se qualcuno in tv evoca tempi in cui anche in Italia si mangiavano gatti, citando la propria esperienza diretta e fornendo, per curiosità o per malizia, anche indicazioni tecniche sul metodo di preparazione e cottura.

Perché non scandalizzarsi allora per le stesse attività a spese di conigli, polli, bovini, ovini, tonni, salmoni, porcellini da latte e via così? Per quale motivo l'ipotesi di uccidere un gatto per motivi gastronomici scandalizza, mentre un porcellino da latte fatto allo spiedo stimola invece l'appetito in molte persone?

Personalmente ritengo che mangiare animali carnivori come cani e gatti sia una pessima idea dal punto di vista nutrizionale (i carnivori accumulano in modo esponenziale eventuali tossine accumulate dagli animali generalmente erbivori di cui si nutrono, e quindi le carne di un gatto sono più tossiche di quelle degli uccellini e topi di cui si nutre). E infatti sono rarissimi gli animali carnivori oggetto di cucina, in tutto il mondo.

Ritengo inoltre che una scelta di alimentazione vegetariana sia eticamente più nobile e responsabile rispetto alla scelta carnivora o onnivoro-carnivora che attualmente prevale al 90% in Italia.

Però se uccidere un pollo o un tonno per mangiarselo è culturalmente accettabile, non si capisce per quale motivo scandalizzarsi se qualcuno parla di mangiare i gatti.

martedì 9 febbraio 2010

Mangia, che ti fa bene

Su Facebook, in risposta a un post di Consigli Vegetariani, un amico ha segnalato questo video.

La canzone degli Skiantos ovviamente è molto divertente e contiene degli elementi di verità. Coglie anche un problema che è stato battezzato "Ortoressia", ovvero l'ossessione per "mangiare giusto" (qui la voce su Wikipedia, con alcune indicazioni per capire se si esagera con l'attenzione al cibo "giusto").

Il mio punto però è diverso. Esistono dei comportamenti che sono molto pericolosi o addirittura autolesionistici, anche se talvolta non abbiamo abbastanza "freni inibitori" per comprenderlo istintivamente. Ad esempio, correre troppo forte in auto è estremamente pericoloso, ma i nostri organi di senso ci ingannano sull'effettivo pericolo per cui possiamo stare tranquilli in auto a 150 km all'ora perché facciamo fatica a percepire le conseguenze di un possibile impatto. Per contrasto assumere in sala yoga una posizione relativamente semplice per chi è in buona forma atletica come bakasana (la gru) fa paura alla maggior parte delle persone: l'ostacolo più grande infatti è la paura di battere il viso sul pavimento. In realtà l'eventuale "caduta" è molto lenta e basta il tappetino per attutirla pienamente*.


Il mio punto è che si sono abitudini alimentari che, semplicemente, possono farti star meglio. Il difficile è uscire dal condizionamento "torta con la panna-sachertorte-gin tonic-salatini-patate fritte", fortemente indotto anche da pubblicità e cultura popolare, come monopolio del piacere alimentare.

Quando hai un po' di appetito e un po' di sete, mangiare una carota cruda o quattro spicchi di finocchio fresco può essere molto più piacevole, gratificante e gustoso che buttarsi su birra e salatini. Basta provare, senza pregiudizi. Senza per questo rinunciare a farsi una birra, ogni tanto.

(* per chi vuole provare bakasana: non provare se non sei in buona forma atletica, rivolgiti a un insegnante qualificato, se sei da solo le prime volte aggiungi un cuscino sul tappeto)

sabato 30 gennaio 2010

Orecchiette con pizzoccheri e carciofi

I carciofi sono quasi crudi, appena scottati. Si taglia un carciofo fresco a testa, a fettine fini fini. Si mettono i carciofi a macerare nel limone (il succo di mezzo limone ogni due carciofi).
Si prepara un soffritto leggero d'aglio, con o senza un po' di peperoncino. Nel soffritto si possono mettere anche i gambi dei carciofi, spelati e tagliati a fettine, se si vuole. Quando l'acqua bolle, si buttano un po' di pizzoccheri in acqua.
Dopo due minuti si buttano le orecchiette e si segue il tempo di cottura delle orecchiette. Quando sono pronte si scolano, si buttano i carciofi nel soffritto caldo. Dopo mezzo minuto, si mescola la pasta insieme ai carciofi e soffritto, saltando tutto insieme a piacere. Servire e aggiungere pochissimo parmigiano, oppure pochissima ricotta stagionata, oppure pecorino grattugiato, sempre in quantità minima.

Varianti: questo piatto si può fare con ogni genere di pasta, sia lunga sia corta. Secondo me è buono anche con gli gnocchi. Per avere un effetto più mantecato e legato, si può pelare una patata, tagliarla a tocchetti più o meno piccoli e metterla a freddo nell'acqua di cottura della pasta. I tocchetti di patata, lessati, si sfarineranno nella padella del soffritto quando si salterà la pasta con i carciofi.

domenica 29 novembre 2009

Il toro mangia solo insalata

Magari non proprio vegano, ma onnivoro con prevalenza vegetariana...
I veri uomini, secondo il luogo comune, mangiano bistecche al sangue, roastbeef, hamburger, e nella categoria verdura inseriscono ketchup e patatine. Tex Willer, quando entra in trattoria, non ordina mica una niçoise.

I veri uomini mangiano carne, non sono mica vegetariani. Sarà vero?

C’è un ma… tori, cavalli, rinoceronti ed elefanti sono vegetariani stretti, e anche la più sanguinaria delle tigri del Bengala vi si avvicina con un certo rispetto, quando non li evita del tutto. Con l'eccezione della balena bianca, i mammiferi più grossi, forti e potenti sono vegetariani.

È significativo che esistano sia la metafora “forte come un leone”, sia “forte come un toro”.

Ma se la prima è suggestiva, la seconda contiene una combinazione di forza, aggressività, pericolo e potenza sessuale che i leoni se la sognano.

Persino “forte come un bue” (animale castrato, e quindi privo di potenza sessuale) sottintende una forza inarrestabile e metaforicamente illimitata – con la stessa disponibilità a cedere terreno, in caso di conflitto, di un paracarro di granito. E infatti Gandhi, con i suoi metodi non violenti, ha messo in riga l’impero più carnivoro e aggressivo dopo l’Impero Romano, l’Impero Britannico.

Inoltre, se una volta anche per l’uomo mangiare carne significava catturare e uccidere il proprio pasto, adesso l’uomo occidentale che mangia carne si ciba di proteine rigorosamente morte da diverso tempo, oltre che uccise da terzi e industrialmente trattate in fabbriche grigie e fredde come cliniche svizzere.

Al contrario, frutta e verdura che arrivano sulla tavola crude, sono ancora vive, anche se acquistate al supermercato.

Il carnivoro occidentale quindi non si rende conto che la vera forza è affettare un carciofo vivo e assaporarlo con olio e limone (strizzato vivo), o gustare un’insalata con germogli di soia, ancora così vivi e vitali che potrebbero nascere delle piantine, se adeguatamente coltivati.

O fare un pinzimonio di sedani e rapanelli vivi — condito con olio extravergine di olive – vive – spremute a freddo.

Nulla a che vedere con l' abitudine di mangiare pesci morti, polli defunti, cadaveri di maiale e bovini trapassati remoti...

Forse solo le modalità di cottura di gamberoni e aragoste sono pari alla crudeltà di cogliere le more e mangiarle appena colte, un destino che oggi, nell’alimentazione umana, in tutto il regno animale è condiviso solo dalle ostriche, forse.

Non parliamo poi dell’evidente significato di mangiare noci, nocciole e noccioline: includerle nella dieta non è diverso da mangiare embrioni vivi.

Forse non è un caso se anche Adolf Hitler, come Gandhi, era vegetariano.

Winston Churchill, che era un carnivoro dai grandi appetiti, riuscì a battere Hitler (ma con l’aiuto degli americani). Però dovette cedere il passo a Gandhi, che era vegetariano e praticava karma-yoga.