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domenica 10 luglio 2011

Caldo afoso: quello che i TG non dicono

Ormai è diventata quasi una barzelletta: quando arriva il caldo, i telegiornali intervistano un esperto che, per farci stare meglio, raccomanda: "bere molto, mangiare frutta e verdura, evitare di uscire nelle ore più calde". Si tratta di raccomandazioni di buon senso che è comunque utile ripetere perché non tutti le sanno o se ne ricordano (per esempio i giovani o le persone normalmente poco informate). Quello che l'esperto non può dire, perché altrimenti la testata giornalistica sarebbe assalita dalle lobby commerciali di bibitari, allevatori di bestiame da carne e da latte, produttori di cibi pronti eccetera, è questo: Per resistere al caldo occorre mangiare di meno, anche in termini calorici, ed evitare alcuni particolari cibi.

Per soffrire meno il caldo vanno ridotti o anche evitati tutti questi cibi (che spesso, invece, sono i best seller dell'estate, aiutati da cattive abitudini e suggestioni pubblicitarie interessate):
  1. Carne in tutti i modi (la digestione delle proteine sviluppa più calore della digestione dei carboidrati, particolarmente quando la modalità di cottura è elaborata), compresi i barbecue estivi;
  2. Salumi, perché eccessivamente ricchi di proteine, calorie, sale (rappresentano spesso la forma peggiore per assumere carne);
  3. Formaggi stagionati e anche freschi, perché, oltre ad essere ricchi di proteine e laboriosi nella digestione, sono eccessivamente ricchi di grassi;
  4. Bibite dolci e bibite gassate perché ricche di calorie; la bevanda ideale è l'acqua, corretta con un po' di limone, un po' d'aceto, pochissimo vino (meno di un quinto) o pochissima Coca-Cola (sempre meno di un quinto) In realtà non è sgradevole, anzi: basta farci l'abitudine e bere senza aspettarsi il troppo dolce della bevanda non diluita;
  5. Bibite dolcificate, perché ingannano l'organismo fornendo il sapore dolce ma senza le calorie, col risultato che il desiderio di dolce aumenta;
  6. Dolci, snack e merendine in genere, perché aumentano la necessità di acqua da parte dell'organismo, evitando anche di esagerare con i gelati.
  7. Alcolici e aperitivi, se non in piccolissime quantità e accompagnati da tanta acqua prima e dopo. Particolarmente temibile il vinello bianco gelato, che garantisce disidratazione e frequenti mal di testa se non è accompagnato da abbondantissima acqua prima e dopo.
Se il telegiornale lo dicesse, scatenerebbe il terremoto delle relazioni pubbliche.

domenica 17 aprile 2011

Consigli Vegetariani al VeganFest

VeganFest
Il VeganFest di Camaiore è il posto ideale per trovare, nel senso autentico dell'espressione, consigli vegetariani.

È anche il posto ideale per scoprire Yoga, AcroYoga, Danza Indiana, Danza Orientale, Capoeira, Qi Gong, Kung Fu e altre discipline fisiche e spirituali.

martedì 15 febbraio 2011

VeganFest Expo, fiera internazionale del mondo ecologico e vegan, con raduno degli Chef Vegan

Dal 22 al 25 Aprile 2011 a Capezzano Pianore (pronuncia Piànore), frazione di Camaiore, avrà luogo il VeganFest Expo con personalità del mondo vegan, workshop e laboratori tematici, corsi di cucina, oresentazioni, conferenze, musica e artisti vegan.

Nel corso della manifestazione avrà luogo anche il 5° Raduno Ufficiale degli Chef di Veganblog.it, con incontri e corsi gratuiti di cucina vegana e vegetariana.

Medici e nutrizionisti considerano l'alimentazione vegan, vegana, vegetariana e semi-vegetariana  più sana ed economica dell'alimentazione convenzionale con eccessi di carne e prodotti derivati, particolarmente quella con eccessi di prodotti conservati e industriali. Inoltre, come dimostra l'esperienza di milioni di vegetariani in tutto il mondo, può essere altrettanto gustosa. In certi casi è solo questione di cambiare abitudini o di modificare le proprie aspettative. In altri casi il presunto maggior gusto dei piatti a base di carne è dovuto principalmente alle grandi quantità di sale aggiunto (fino al 4% nel caso dei salumi, ad esempio).

Il VeganFest Expo è l'occasione giusta per scoprire i gusti e gli aspetti poco noti della cucina vegan e vegetariana. Anche chi ama la carne può comunque apprezzare alcuni piatti vegetariani, incrementando la quota vegetariana della propria dieta con beneficio per la salute e per la spesa.

La manifestazione si tiene presso la villa Borbone delle Pianore, il cui bellissimo parco misura cinque ettari. La villa si trova circa a metà strada fra Camaiore e Lido di Camaiore, a pochi km dal mare. Dalle finestre del primo piano e dal parco si vede il mare in lontananza.
Il parco della villa Borbone delle Pianore,
a Capezzano Pianore (provincia di Lucca).

lunedì 24 gennaio 2011

Il ministro Brunetta sui vegetariani: superficialità e confusione.

Il ministro Renato Brunetta è stato recentemente ospite della trasmissione radiofonica Decanter di Radio Due, dove ha presentato un suo libro di ricette scritto a fini di beneficenza. Il ministro ha l'hobby della cucina, è un cuoco apprezzato e competente, anche se di orientamenti piuttosto tradizionali: carne, lesso, il midollo come condimento segreto (che, dal punto di vista di chi ama certi sapori, è un consiglio eccellente, beninteso).

La cucina vegetariana non è ancora apparsa nel suo radar.

Infatti ha dovuto aspettare la sollecitazione di sms e messaggi ricevuti in trasmissione, a fine puntata, per dare qualche consiglio vegetariano, dimostrando però una grande superficialità sul tema, quel tipo di superficialità un po' provinciale che io incontravo spesso nei decenni scorsi ("Ah, non mangi carne? Ma il prosciutto lo mangi, vero?"). Ecco la ricetta e il genere di risposta che ha dato, trascritta dal podcast (minuto 32.41 in poi):

"Vede io non sono un fondamentalista, non dico solo carne, non dico solo pesce, non dico solo vegetale. Il bello della vita è la mescolanza, il mix, di tutto un po'... un risotto primavera, un risotto primavera cucinato con tante verdure, tanti ortaggi, ciascuno cucinato a parte, con una base di riso in bianco fatto bene, magari con un bel cubetto di midollo... il riso tostato e poi cotto amorevolmente con del brodo vegetale, alla fine, solo alla fine mescolare le verdure e gli ortaggi, all'onda dargli un ultimo colpo con un po' di burro, in modo tale che le verdure e gli ortaggi alla fine siano ancora distinguibili. Viene fuori un risotto primavera straordinario. Viva gli ortaggi quindi in uno straordinario mix con i grassi che possono essere anche grassi animali. Ecco questa è la mia visione del mondo dopo di che rispetto tutti, rispetto i carnivori, rispetto i mangiatori di pesce, e rispetto anche, ovviamente, i vegetariani."

Il ministro probabilmente non ha mai riflettuto sul tema del vegetarianesimo.

Sollecitato in proposito, l'ha messa solo come una questione di gusti e come una questione di ingredienti, risolvibile elegantemente, ad esempio, con un risotto primavera, magari condito col midollo...

Ecco cosa è sfuggito al ministro:

  1. Il tema del vegetarianesimo è molto vasto: si va dai semi-vegetariani (persone che mangiano prevalentemente vegetariano ma non disdegnano l'occasionale piatto di carne o di pesce, non più di una o due volte alla settimana) agli ovo-latteo-vegetariani (vegetali ma anche derivati animali come uova, latte e formaggi), ai vegetariani stretti, fino ai vegani e crudisti. Se non ne sai niente, non pensare di risolvere con la ricetta estemporanea.
  2. I motivi della scelta, che ha diversi livelli gradualità, sono molteplici: si va dalla scelta religiosa  (mangiare vegetariano per non uccidere o maltrattare animali) a quella etica (oltre a non maltrattare gli animali, anche un migliore uso delle risorse della Terra, limitando i cospicui consumi di acqua e mangimi degli allevamenti animali) fino a scelte dietetiche, di salute o anche, infine, ma è solo una delle tante possibilità, semplicemente di gusto personale;
  3. Nel caso di scelta religiosa o di scelta etica (che è la più difficile e rispettabile di tutte, perché magari viene fatta da persone che amerebbero mangiare carne), proporre estemporaneamente un "risotto primavera" buttando lì superficialmente "magari condito con del midollo" è come proporre a un musulmano una bistecca di maiale annaffiata da Brunello di Montalcino, oppure un piatto non kosher a un ebreo ortodosso, oppure un bell'hamburger il Venerdì Santo a un cristiano osservante: è un'assoluta mancanza di comprensione e rispetto per la scelta religiosa, morale ed etica, con l'aggravante della superficialità e dell'incomprensione verso quella che attualmente è una minoranza, anche se in crescita.
Non è questione di fondamentalismo. La scelta vegetariana può essere cieca e fanatica – come d'altro canto è cieca e inconsapevole la scelta di mangiare sempre carne a pranzo e cena – , ma è una scelta che può essere frutto di esigenze oggettive o di un ragionamento.

Insomma, la questione, se viene affrontata da una persona che scrive di cucina, non può essere semplicemente ridotta a una questione di gusti, o di scelta di ingredienti: invece di fare il risotto con la salsiccia, lo faccio con verdure e ortaggi ma insomma è la stessa cosa. No, non è la stessa cosa.

martedì 4 gennaio 2011

I consumi di carne secondo Altroconsumo

Ecco alcune cifre prese dal numero 244 di Altroconsumo sui consumi di carne:

  1. Consumo annuo medio in Italia: 87 kg (sono circa 240 grammi al giorno)
  2. Emissioni complessive di gas serra dovuti all'allevamento del bestiame: 18%
  3. Consumi di acqua dell'agricoltura (coltivazioni per l'uomo, coltivazioni per mangimi e allevamento del bestiame): 70% dell'acqua dolce usata dall'uomo (alimentazione, industria, agricoltura).
È evidente che, anche se un moderato consumo di carne può essere giustificato (infatti il parere di molti esperti è che una dieta semi-vegetariana sia generalmente meglio di una dieta strettamente vegetariana, anche se quest'ultima può essere giustificata da convinzioni etiche o religiose), l'attuale consumo è eccessivo e dannoso sia per la salute sia per il pianeta. 

Anche il carnivoro più convinto farebbe bene a ridurre i propri consumi di carne sostituendola in parte con verdura e proteine di origine vegetale. Soprattutto chi ne mangia tutti i giorni.

martedì 30 novembre 2010

Bambini, mangiate più frutta e verdura. Starete meglio anche da grandi

Mangiare più frutta e verdura da bambini è anche una questione di abitudine familiare. Se come snack a un bambino gli si dà una carota lavata invece di un sacchetto di patatine, spesso lo gradisce e - se non viene messo stupidamente di fronte alla scelta "preferisci il CiokkoKrok o la carota?" - la mangia con gusto perché il suo organismo sente di averne bisogno.

Oggi questo comportamento risulta essere premiato non solo nella fase della crescita ma anche da adulti, perché secondo una ricerca pubblicata in Circulation: Journal of the American Heart Association, gli adulti che da bambini hanno mangiato più frutta e verdura hanno arterie più elastiche.

martedì 2 novembre 2010

Prevenire il raffreddore: nove consigli utili

Ecco alcuni consigli per prevenire il raffreddore che possono anche aiutare a trovare sollievo in attesa della guarigione:

  1. Evitare latte, formaggio e latticini, perché a molte persone (non a tutte) fanno produrre più muco, e lo rendono meno fluido. Questo comporta sia l'aggravamento di un raffreddore in arrivo, sia una maggiore facilità a contagio e infezioni respiratorie.
  2. Evitare alcolici, particolarmente vino bianco e birra, per lo stesso motivo (il "latte caldo con la grappa" della tradizione aiuta perché è una bevanda calda, NON per gli ingredienti, che anzi sono controproducenti).
  3. Mangiare un po' meno: la digestione lenta porta via energia che potrebbe essere usata dal sistema immunitario per farti evitare il prossimo raffreddore.
  4. Ridurre lo stress e riposare; una notte di riposo in più può farti evitare il raffreddore incipiente, oppure renderlo meno grave.
  5. Bere bevande calde: brodo leggero, tè verde, tè nero, tisane. Se queste non piacciono, preferire il caffè americano bollente al caffè espresso.
  6. Condire col peperoncino, se piace. Gli spaghetti aglio, olio e peperoncino (ben piccanti) sono un'ottima prevenzione per il raffreddore, il mal di gola e le affezioni respiratorie in genere. Il peperoncino inoltre protegge lo stomaco dall'ulcera.
  7. Mettendo insieme il punto 6 con il punto 7, una bella zuppa piccante è l'ideale per scaldarsi durante l'inverno, particolarmente se è di verdure. Infatti...
  8. Preferire frutta fresca e verdura rispetto ad ogni genere di piatto troppo elaborato o troppo ricco (le lasagne o una fonduta ogni tanto nutrono e scaldano, ma la regola deve essere: preferire la verdura). I pizzoccheri con tanta verdura e meno formaggio di quanto vuole la tradizione sono un buon piatto invernale. Idem ogni genere di pasta con le verdure (orecchiette con i broccoli, pasta con il cavolfiore, tagliatelle con i carciofi, ecc), tenendo un buon rapporto pasta/verdura (un broccolo piccolo ogni due persone, un cavolfiore ogni tre persone, un carciofo a testa, ecc)
  9. Sciacquarsi la lungo la bocca con acqua semplice ogni volta che è possibile: oltre ripulire ed dernare qualche fattore patogeno che non fa a tempo a moltiplicarsi, il lavoro dei muscoli della bocca porta sangue alla gola e in prossimità del naso, potenziando il lavoro del sistema immunitario in un'area delicata. Anche fare smorfie serve allo scopo.
Adattare questa lista di consigli alle proprie esigenze, gusti e abitudini. Non è detto che tutti e nove funzionino allo stesso modo per tutti.

Decimo consiglio: secondo una ricerca pubblicata dopo che ho scritto questo post, anche una moderata attività fisica aiuta a prevenire i raffreddori, o a renderli meno pesanti quando si prendono.

lunedì 1 novembre 2010

Spreco scatenato

Lo spreco alimentare in Europa è spaventoso (immaginiamo poi negli Usa...). Ecco alcuni dati provenienti da Last Minute Market:
  • Il 10% dei gas serra nei paesi sviluppati deriva dal ciclo di produzione del cibo che viene buttato via;
  • L'Europa ha a sua disposizione cibo in quantità tre volte maggiore rispetto a quello di cui avrebbe bisogno;
  • Ciononostante, in Europa, 43.000.000 persone sono a rischio sottoalimentazione;
  • Con il cibo sprecato a livello mondiale si potrebbero nutrire tre miliardi di persone, risolvendo il problema della fame nel mondo.
  • Nella sola Italia, adottando le metodiche proposte da Last Minute Market, sarebbero possibili risparmi pari a 244.252 tonnellate di cibo per un valore di 928.157.600 euro (quasi un miliardo di euro), abbastanza per fornire tre pasti al giorno a 636.600 persone.
Ecco qui la proposta di Last Minute Market per recuperare una parte di questo cibo.

Cosa fare a livello personale?
Per ridurre gli sprechi, oltre a una maggiore attenzione negli acquisti, va anche considerata la scelta vegetariana o semi-vegetariana. Produrre carne è enormemente più costoso e richiede molte più risorse che produrre la stessa quantità di proteine e calorie vegetali, perché per ottenere 1 kg di animale occorre dargli, per tutta la sua vita, molti kg di alimenti vegetali e migliaia di litri d'acqua (un bovino beve 50 litri d'acqua al giorno). Senza essere estremisti, basta ridurre l'assunzione di carne e salumi della metà per avere vantaggi economici e di salute, senza necessariamente perdere il gusto di mangiare una buona bistecca ogni tanto (per chi l'apprezza).

venerdì 24 settembre 2010

Per dimagrire più facilmente: meno carne, meno salumi

Secondo una ricerca che ha seguito 370.000 persone per cinque anni, chi mangia carne rossa e salumi tende ad essere sovrappeso. La ricerca è stata pubblicata dall'American Journal of Clinical Nutrition.

Risultato della ricerca: il consumo di carne è associato alla crescita di peso in uomini e donne, tanto nelle persone di peso normale quanto in quelle sovrappeso, tanto nei fumatori quanto nei non fumatori. L'effetto riguarda carne rossa, pollame e carni lavorate (salumi e carne conservata).

La conclusione dei ricercatori è che la riduzione dei consumi di carne può correggere problemi di sovrappeso. Il testo completo della ricerca può essere acquistato qui. La sintesi gratuita (abstract) può essere letta qui.

giovedì 16 settembre 2010

1-7 ottobre 2010: la settimana vegetariana internazionale

Questa rete di organizzazioni vegetariane e vegane ha indetto la Settimana Vegetariana Internazionale, da tenere ogni anno dall'1 al 7 ottobre, o intorno a quelle date a seconda delle diverse necessità od opportunità nazionali o locali.
In Italia se ne occupa l'associazione Agire Ora. Al di là del fatto che si condivida o meno la parte animalista dell'iniziativa, è comunque assodato e anche riconosciuto dalla classe medica che una dieta vegetariana o semi-vegetariana è più salutare di una dieta ad alto contenuto di grassi e proteine animali. Chi non vuole o non può, non è obbligato a rinunciare totalmente a carne o pesce, ma diminuirne i consumi è comunque utile per la sua salute, il suo benessere e anche per il pianeta, particolarmente per quanto riguarda prodotti ad alto tasso di industrializzazione come salumi e carne di animali sottoposti ad allevamento intensivo.

venerdì 28 maggio 2010

Grandi atleti vegetariani e vegani

Dal sito della Società scientifica di nutrizione vegetariana, un elenco di grandi atleti vegetariani e vegani, con le loro principali prestazioni sportive. Fra gli altri, Carl Lewis, Edwin Moses, Martina Navratilova. Fra le discipline rappresentate ci sono corsa, corsa a ostacoli, maratona, body building, lotta, triathlon, football americano. Nella pagina ci sono anche i link ai siti dei diversi atleti.
Qui la home page del sito che contiene la pagina (essendo costruito a frame, rende non immediata la diffusione dei link alle pagine interne).

domenica 2 maggio 2010

Latte e formaggio sono salutari come dicono i loro produttori?

Latte e formaggio sono cibi problematici. Chi li produce sostiene che sono nutrienti e fanno bene. Altri, meno interessati alla loro vendita ma magari interessati a vendere i propri libri, servizi e consulti, sostengono che possono far male alla generalità della popolazione.

L'immagine del latte come cibo miracoloso deriva da un preciso fatto storico: con la prima industrializzazione si diffuse la produzione e distribuzione in modo economico e industrializzato del latte, che divenne così un alimento economico e ricco di proteine per le classi sociali più povere. Le centrali del latte cittadine sono state per decenni il simbolo del progresso e del benessere sociale, infatti. Ma si tratta di un fenomeno relativamente recente. Prima della rivoluzione industriale si consumava principalmente latte di capra e di pecora e questo consumo era limitato a chi le allevava direttamente, mentre le eccedenze venivano trasformate in formaggio che, più facilmente conservabile, poteva avere un ciclo di commercializzazione e distribuzione un po' più ampio del deperibilissimo latte fresco.

Sviluppandosi i sistemi di allevamento e distribuzione industriale, nelle città del XIX e XX secolo il fatto che bambini altrimenti denutriti traessero grande giovamento dalla somministrazione del latte bovino di grandi allevamenti ha generato la sua fama di alimento prodigioso.

Però, con la diffusione del benessere alimentare, almeno in nord America e in Europa, sono emersi altri problemi. Il latte e i suoi derivati probabilmente sono alimenti troppo nutrienti. Fra le argomentazioni contro il consumo di latte e latticini, ecco alcune delle più pressanti:
  1. Nessun animale consuma latte da adulto;
  2. Nel caso del latte vaccino, si tratta di un alimento su misura per le esigenze nutrizionali del vitello, che arriva a pesare un quintale e oltre in breve tempo (dieci volte il peso di un bambino di un anno).
  3. Il 75% della popolazione mondiale è intollerante al latte;
  4. Tutti i mammiferi perdono la capacità di digerire il latte appena svezzati (a meno che non vengano artificialmente nutriti con il latte).
  5. Dal punto di vista ecologico, la produzione del latte richiede più risorse, energia e produce più scorie di un analogo quantitativo di proteine di origine vegetale (da cinque a dieci volte, come nel caso della produzione della carne).
Il mio parere è che probabilmente latte e formaggi, invece che cibi miracolosi, andrebbero prudentemente considerati come il vino, il cioccolato o il miele: ottimi alimenti, a piccole dosi (nel caso del vino, per essere chiari, meno di un bicchiere al giorno). Il consiglio interessato dei produttori di latte di consumarne a litri va preso con molta prudenza.

In ogni caso questo lungo e articolato post del dottor Mark Hyman su Huffington Post (in inglese), oltre a numerose argomentazioni (non tutte convincenti) contiene un ottimo consiglio:
  • Provare ad eliminare dalla propria dieta per 15 giorni il latte e tutti i derivati del latte per vedere cosa succede.
Secondo il dottor Hyman, chi ci prova dovrebbe vedere miglioramenti in fatto di sinusite, secrezioni nasali, mal di testa, problemi intestinali, energia fisica e peso corporeo. Dopo di che, provare a reintrodurre latte e latticini. Se si notano peggioramenti probabilmente è il caso di valutarne la riduzione o la totale eliminazione dalla propria dieta.

Si tratta di un consiglio eccellente perché, nel caso dell'alimentazione, gli stessi alimenti non fanno lo stesso effetto a tutti.

martedì 9 febbraio 2010

Mangia, che ti fa bene

Su Facebook, in risposta a un post di Consigli Vegetariani, un amico ha segnalato questo video.

La canzone degli Skiantos ovviamente è molto divertente e contiene degli elementi di verità. Coglie anche un problema che è stato battezzato "Ortoressia", ovvero l'ossessione per "mangiare giusto" (qui la voce su Wikipedia, con alcune indicazioni per capire se si esagera con l'attenzione al cibo "giusto").

Il mio punto però è diverso. Esistono dei comportamenti che sono molto pericolosi o addirittura autolesionistici, anche se talvolta non abbiamo abbastanza "freni inibitori" per comprenderlo istintivamente. Ad esempio, correre troppo forte in auto è estremamente pericoloso, ma i nostri organi di senso ci ingannano sull'effettivo pericolo per cui possiamo stare tranquilli in auto a 150 km all'ora perché facciamo fatica a percepire le conseguenze di un possibile impatto. Per contrasto assumere in sala yoga una posizione relativamente semplice per chi è in buona forma atletica come bakasana (la gru) fa paura alla maggior parte delle persone: l'ostacolo più grande infatti è la paura di battere il viso sul pavimento. In realtà l'eventuale "caduta" è molto lenta e basta il tappetino per attutirla pienamente*.


Il mio punto è che si sono abitudini alimentari che, semplicemente, possono farti star meglio. Il difficile è uscire dal condizionamento "torta con la panna-sachertorte-gin tonic-salatini-patate fritte", fortemente indotto anche da pubblicità e cultura popolare, come monopolio del piacere alimentare.

Quando hai un po' di appetito e un po' di sete, mangiare una carota cruda o quattro spicchi di finocchio fresco può essere molto più piacevole, gratificante e gustoso che buttarsi su birra e salatini. Basta provare, senza pregiudizi. Senza per questo rinunciare a farsi una birra, ogni tanto.

(* per chi vuole provare bakasana: non provare se non sei in buona forma atletica, rivolgiti a un insegnante qualificato, se sei da solo le prime volte aggiungi un cuscino sul tappeto)

lunedì 21 dicembre 2009

Altri motivi per essere vegetariani. O per diminuire il consumo di carne

Qui avevo parlato dei motivi etici ed ecologici per scegliere, se non di diventare vegetariani, di ridurre il consumo di carne.

Nel blog Yoga e Salute trovo un appello analogo, firmato Paul McCartney.

domenica 29 novembre 2009

Il toro mangia solo insalata

Magari non proprio vegano, ma onnivoro con prevalenza vegetariana...
I veri uomini, secondo il luogo comune, mangiano bistecche al sangue, roastbeef, hamburger, e nella categoria verdura inseriscono ketchup e patatine. Tex Willer, quando entra in trattoria, non ordina mica una niçoise.

I veri uomini mangiano carne, non sono mica vegetariani. Sarà vero?

C’è un ma… tori, cavalli, rinoceronti ed elefanti sono vegetariani stretti, e anche la più sanguinaria delle tigri del Bengala vi si avvicina con un certo rispetto, quando non li evita del tutto. Con l'eccezione della balena bianca, i mammiferi più grossi, forti e potenti sono vegetariani.

È significativo che esistano sia la metafora “forte come un leone”, sia “forte come un toro”.

Ma se la prima è suggestiva, la seconda contiene una combinazione di forza, aggressività, pericolo e potenza sessuale che i leoni se la sognano.

Persino “forte come un bue” (animale castrato, e quindi privo di potenza sessuale) sottintende una forza inarrestabile e metaforicamente illimitata – con la stessa disponibilità a cedere terreno, in caso di conflitto, di un paracarro di granito. E infatti Gandhi, con i suoi metodi non violenti, ha messo in riga l’impero più carnivoro e aggressivo dopo l’Impero Romano, l’Impero Britannico.

Inoltre, se una volta anche per l’uomo mangiare carne significava catturare e uccidere il proprio pasto, adesso l’uomo occidentale che mangia carne si ciba di proteine rigorosamente morte da diverso tempo, oltre che uccise da terzi e industrialmente trattate in fabbriche grigie e fredde come cliniche svizzere.

Al contrario, frutta e verdura che arrivano sulla tavola crude, sono ancora vive, anche se acquistate al supermercato.

Il carnivoro occidentale quindi non si rende conto che la vera forza è affettare un carciofo vivo e assaporarlo con olio e limone (strizzato vivo), o gustare un’insalata con germogli di soia, ancora così vivi e vitali che potrebbero nascere delle piantine, se adeguatamente coltivati.

O fare un pinzimonio di sedani e rapanelli vivi — condito con olio extravergine di olive – vive – spremute a freddo.

Nulla a che vedere con l' abitudine di mangiare pesci morti, polli defunti, cadaveri di maiale e bovini trapassati remoti...

Forse solo le modalità di cottura di gamberoni e aragoste sono pari alla crudeltà di cogliere le more e mangiarle appena colte, un destino che oggi, nell’alimentazione umana, in tutto il regno animale è condiviso solo dalle ostriche, forse.

Non parliamo poi dell’evidente significato di mangiare noci, nocciole e noccioline: includerle nella dieta non è diverso da mangiare embrioni vivi.

Forse non è un caso se anche Adolf Hitler, come Gandhi, era vegetariano.

Winston Churchill, che era un carnivoro dai grandi appetiti, riuscì a battere Hitler (ma con l’aiuto degli americani). Però dovette cedere il passo a Gandhi, che era vegetariano e praticava karma-yoga.