lunedì 5 aprile 2010

Castagne in primavera

Ecco un metodo per avere caldarroste in qualsiasi momento dell'anno. Il procedimento è molto semplice, il risultato è piuttosto buono.
Basta prendere un certo quantitativo di castagne secche (due pugni per persona, o la quantità preferita) e metterle in una padella con fondo antiaderente. Coprire con acqua aggiungendo due foglie d'alloro se possibile, mettere un coperchio e accendere il fuoco, moderato o basso. Quando l'acqua sarà consumata, le castagne sono pronte per essere mangiate, e non occorre neppure sbucciarle.

Ci vogliono circa quindici, venti minuti (dipende anche dalle dimensioni delle castagne). Per avere un effetto caldarrosta più spiccato, quando l'acqua è terminata basta tenere la padella sul fuoco qualche minuto finché le castagne iniziano a bruciacchiarsi leggermente.

sabato 20 febbraio 2010

7 milioni di vegetariani in Italia, e aumentano ancora...

In Italia ci sono attualmente circa sette milioni di vegetariani, e il numero sembra essere in aumento. Stanno passando i tempi in cui non mangiare carne veniva considerato eccentrico. In realtà comporta benefici sia per la salute personale, sia per la salute del pianeta.

martedì 16 febbraio 2010

Ipocrisia scatenata. Perché i gatti no ma conigli e polli sì?

Uno dei tanti "esperti" di gastronomia illustra in tv una ricetta per cucinare i gatti e insorge la censura perbenista.

Beppe Bigazzi, all'interno della trasmissione di cucina generalista "La prova del cuoco" ha parlato di come si cucinano i gatti, abitudine non rarissima in zone geografiche depresse e in periodi di povertà e carestia. Per assumere proteine nobili, fra popolazioni povere spesso si ricorre ad animali considerati gastronomicamente strani, come insetti, molluschi (le lumache) e anfibi (le rane), specialità che possono diventare col tempo anche curiose ghiottonerie (per alcuni, non per me, naturalmente).

Al di là dei formalismi legali, mi sembra molto ipocrita scandalizzarsi se qualcuno in tv evoca tempi in cui anche in Italia si mangiavano gatti, citando la propria esperienza diretta e fornendo, per curiosità o per malizia, anche indicazioni tecniche sul metodo di preparazione e cottura.

Perché non scandalizzarsi allora per le stesse attività a spese di conigli, polli, bovini, ovini, tonni, salmoni, porcellini da latte e via così? Per quale motivo l'ipotesi di uccidere un gatto per motivi gastronomici scandalizza, mentre un porcellino da latte fatto allo spiedo stimola invece l'appetito in molte persone?

Personalmente ritengo che mangiare animali carnivori come cani e gatti sia una pessima idea dal punto di vista nutrizionale (i carnivori accumulano in modo esponenziale eventuali tossine accumulate dagli animali generalmente erbivori di cui si nutrono, e quindi le carne di un gatto sono più tossiche di quelle degli uccellini e topi di cui si nutre). E infatti sono rarissimi gli animali carnivori oggetto di cucina, in tutto il mondo.

Ritengo inoltre che una scelta di alimentazione vegetariana sia eticamente più nobile e responsabile rispetto alla scelta carnivora o onnivoro-carnivora che attualmente prevale al 90% in Italia.

Però se uccidere un pollo o un tonno per mangiarselo è culturalmente accettabile, non si capisce per quale motivo scandalizzarsi se qualcuno parla di mangiare i gatti.

mercoledì 10 febbraio 2010

Sempre a proposito di arachidi

Un altro elemento a favore delle arachidi come spuntino rompidigiuno: sono anche pochissimo cariogene.

Le tre raccomandazioni più importanti:
- Non mangiarne più di 10 come spuntino perché altrimenti le calorie ingerite diventano facilmente eccessive;
- Fare attenzione alle allergie e intolleranze alle arachidi, che colpiscono circa una persona su duecento;
- Evitare le arachidi salate, perché troppo ricche di sodio. Il sale è saporito, ma alla lunga altera i sapori e impedisce al palato di percepire le sfumature più sottili del gusto.

martedì 9 febbraio 2010

Mangia, che ti fa bene

Su Facebook, in risposta a un post di Consigli Vegetariani, un amico ha segnalato questo video.

La canzone degli Skiantos ovviamente è molto divertente e contiene degli elementi di verità. Coglie anche un problema che è stato battezzato "Ortoressia", ovvero l'ossessione per "mangiare giusto" (qui la voce su Wikipedia, con alcune indicazioni per capire se si esagera con l'attenzione al cibo "giusto").

Il mio punto però è diverso. Esistono dei comportamenti che sono molto pericolosi o addirittura autolesionistici, anche se talvolta non abbiamo abbastanza "freni inibitori" per comprenderlo istintivamente. Ad esempio, correre troppo forte in auto è estremamente pericoloso, ma i nostri organi di senso ci ingannano sull'effettivo pericolo per cui possiamo stare tranquilli in auto a 150 km all'ora perché facciamo fatica a percepire le conseguenze di un possibile impatto. Per contrasto assumere in sala yoga una posizione relativamente semplice per chi è in buona forma atletica come bakasana (la gru) fa paura alla maggior parte delle persone: l'ostacolo più grande infatti è la paura di battere il viso sul pavimento. In realtà l'eventuale "caduta" è molto lenta e basta il tappetino per attutirla pienamente*.


Il mio punto è che si sono abitudini alimentari che, semplicemente, possono farti star meglio. Il difficile è uscire dal condizionamento "torta con la panna-sachertorte-gin tonic-salatini-patate fritte", fortemente indotto anche da pubblicità e cultura popolare, come monopolio del piacere alimentare.

Quando hai un po' di appetito e un po' di sete, mangiare una carota cruda o quattro spicchi di finocchio fresco può essere molto più piacevole, gratificante e gustoso che buttarsi su birra e salatini. Basta provare, senza pregiudizi. Senza per questo rinunciare a farsi una birra, ogni tanto.

(* per chi vuole provare bakasana: non provare se non sei in buona forma atletica, rivolgiti a un insegnante qualificato, se sei da solo le prime volte aggiungi un cuscino sul tappeto)

domenica 7 febbraio 2010

Arachidi. Lo spuntino (quasi) perfetto

Un problema comune a chi viaggia, chi è a dieta, chi segue un regime alimentare e chi fa sport è "in caso di emergenza come faccio a mangiare qualcosa di veloce senza dover ricorrere a merendine confezionate, fast food, panini in fretta, dolciumi o altri discutibili prodotti commerciali dell'industria alimentare?". In altre parole, se sono fuori di casa e non ho la possibilità di mangiare qualcosa di sensato, come faccio a cavarmela senza dovermi tenere la fame fino a sera, con l'effetto di strafogarmi con il primo cibo che trovo appena arrivo a casa o al ristorante?

Ecco una soluzione: arachidi. Uno spuntino con otto, massimo dieci arachidi può fermare la fame per diverse ore ed essere allo stesso tempo gustoso, sano e nutriente, persino impeccabile dal punto di vista dietetico. Quando si viaggia basta tenerne un sacchettino in borsa.

Le arachidi offrono un eccellente equilibrio fra carboidrati, grassi e proteine (una proporzione di circa 40-30-30). Sono inoltre ricchi di antiossidanti e una buona fonte di niacina e quindi contribuiscono alla buona salute del cervello e alla circolazione sanguigna.

Unico problema: possono essere fonte di allergie e intolleranze, sia per alcune proteine non tollerate da tutti, sia per eventuali muffe se vengono conservate male. Conviene quindi acquistare arachidi di marche affidabili, meglio se prodotte con metodi biologici. Occorre evitare tutte quelle che all'interno del guscio mostrano tracce di polvere o muffa. Le muffe dei vegetali possono essere tossiche,a differenza delle muffe che si sviluppano sui formaggi.

Le arachidi contengono pochi grassi saturi, zero colesterolo, zero sodio (se non sono quelle confezionate e salate), calcio, ferro e una buona percentuale di fibra.

Siccome sono molto nutrienti in senso positivo, attenzione a non sottovalutarle sotto l'aspetto calorico, però: 100 grammi sono circa 600 calorie. Per fare un micro spuntino e non avere problemi, contare otto, dieci arachidi (circa 20 grammi) e mangiare solo quelle, sbucciandole e masticandole lentamente. Siccome sono molto gustose e ricche, in circa dieci minuti generano un certo senso di sazietà che consente di superare la fame senza rinunciare a nutrienti di qualità.


sabato 30 gennaio 2010

Orecchiette con pizzoccheri e carciofi

I carciofi sono quasi crudi, appena scottati. Si taglia un carciofo fresco a testa, a fettine fini fini. Si mettono i carciofi a macerare nel limone (il succo di mezzo limone ogni due carciofi).
Si prepara un soffritto leggero d'aglio, con o senza un po' di peperoncino. Nel soffritto si possono mettere anche i gambi dei carciofi, spelati e tagliati a fettine, se si vuole. Quando l'acqua bolle, si buttano un po' di pizzoccheri in acqua.
Dopo due minuti si buttano le orecchiette e si segue il tempo di cottura delle orecchiette. Quando sono pronte si scolano, si buttano i carciofi nel soffritto caldo. Dopo mezzo minuto, si mescola la pasta insieme ai carciofi e soffritto, saltando tutto insieme a piacere. Servire e aggiungere pochissimo parmigiano, oppure pochissima ricotta stagionata, oppure pecorino grattugiato, sempre in quantità minima.

Varianti: questo piatto si può fare con ogni genere di pasta, sia lunga sia corta. Secondo me è buono anche con gli gnocchi. Per avere un effetto più mantecato e legato, si può pelare una patata, tagliarla a tocchetti più o meno piccoli e metterla a freddo nell'acqua di cottura della pasta. I tocchetti di patata, lessati, si sfarineranno nella padella del soffritto quando si salterà la pasta con i carciofi.