mercoledì 11 dicembre 2013

Consigli Vegetariani, la raccolta completa

La raccolta completa dei post di Consigli Vegetariani, in comodo formato Kindle. Se ti piace il blog, compra il libro: costa poco.

giovedì 2 maggio 2013

Come imparare a bere il caffè senza zucchero

Mmm..
Il caffè senza zucchero è molto più buono. Basta chiedere a chi lo beve amaro: generalmente lo ha bevuto per anni zuccherato, poi è passato a berlo amaro e non tornerebbe più indietro.

Il caffè zuccherato non è caffè: è una bevanda dolce all'aroma di caffè.

Il problema, per chi beve il caffè dolce e pensa siano incredibili le affermazioni appena fatte è il passaggio da dal dolce all'amaro. Se provi da un giorno all'altro, per di più pensando che sia disgustoso, non ci riuscirai mai. Ecco un buon metodo.

Il caffè con un biscotto.

Prendi il caffè amaro, assaporane l'aroma, poi ne bevi un sorso piccolissimo, e mangi un pezzetto di biscotto o un pezzetto di pasticcino. Dolce e amero si mescoleranno nella bocca (è molto piacevole, prova). Poi bevi un altro sorso e mangi un altro pezzettino di biscotto, e via così, cercando di concludere con un pezzetto di biscotto.

Poi prova alla stessa maniera, ma questa volta cercando di concludere con un sorso di caffè, in modo che l'amaro predomini.

Infine prova mangiando il biscotto bevendo gran parte del caffè dopo.

In questo modo il gusto si abituerà all'alternanza dolce-amaro, imparando a far prevalere quest'ultimo.

Scoprirai nuovi sapori e nuove sfumature.


Perché lasciarsi condizionare dallo zucchero?

Inoltre, questo passaggio può essere l'inizio di una buona abitudine: perdere il gusto per le cose dolci e troppo dolci, con grandi vantaggi per la linea e anche per il portafogli. Lo zucchero e i dolci industriali costano relativamente poco ma sono dannosi per la salute, mentre i dolcificanti alternativi sono costosi e non è neppure garantito che siano innocui.

venerdì 20 luglio 2012

Smettere di fumare con frutta e verdura

Secondo una ricerca americana segnalata dalla Fondazione Umberto Veronesi qui, mangiare più frutta e verdura può aiutare a smettere di fumare, limitando inoltre sia i problemi di astinenza, sia l'effetto "smetto di fumare e poi ingrasso".

L'effetto sulla rinuncia al fumo deriverebbe dal potere disintossicante dell'alimentazione vegetariana o prevalentemente vegetariana; allo stesso tempo il fatto di mangiare più frutta e verdura, riducendo altri alimenti, riduce il numero di calorie assunte, con effetto dimagrante o almeno non ingrassante. Un problema tipico di chi smette di fumare è infatti sostituire dolci e caramelle alle sigarette, con risultati controproducenti per la dieta e il peso forma. Sembrerebbe invece meglio sostituire le sigarette con mele, verdura cotta e insalata.

domenica 20 maggio 2012

10 ragioni per cui il cioccolato è buono e fa bene

Qui, in inglese, dieci ragioni per cui il cioccolato è un buon alimento.
Eccole in sintesi:

  1. Il cioccolato contiene tre tipi di grassi, fra cui l'acido oleico che si trova anche nell'olio d'oliva. Si ritiene che l'acido oleico abbia effetti benefici sulla salute.
  2. Abbassa i livelli di colesterolo, particolarmente il tipo cattivo. Il cioccolato fondente può ridurre i livelli di LDL fino al 10%.
  3. Contiene sostanze naturali che il cervello produce quando siamo innamorati (Feniletilamina - phenyl ethylamine PEA).
  4. Contiene neurotrasmettitori, sostanze usate dal cervello per mandare segnali al sistema nervoso. In particolare contiene la serotonina, un antidepressivo.
  5. Contiene antiossidanti che neutralizzano i radicali liberi, riducendo il danno cellulare e il processo di invecchiamento.
  6. Contribuisce al rilascio di endorfine.
  7. Contiene più calcio del latte
  8. Contiene flavonoidi che aiutano ad abbassare la pressione sanguigna e proteggono il cuore
  9. Aiuta a migliorare la circolazione a livello cerebrale
  10. È buono
Naturalmente non bisogna esagerare ed è meglio orientarsi sul cioccolato amaro.

domenica 10 luglio 2011

Caldo afoso: quello che i TG non dicono

Ormai è diventata quasi una barzelletta: quando arriva il caldo, i telegiornali intervistano un esperto che, per farci stare meglio, raccomanda: "bere molto, mangiare frutta e verdura, evitare di uscire nelle ore più calde". Si tratta di raccomandazioni di buon senso che è comunque utile ripetere perché non tutti le sanno o se ne ricordano (per esempio i giovani o le persone normalmente poco informate). Quello che l'esperto non può dire, perché altrimenti la testata giornalistica sarebbe assalita dalle lobby commerciali di bibitari, allevatori di bestiame da carne e da latte, produttori di cibi pronti eccetera, è questo: Per resistere al caldo occorre mangiare di meno, anche in termini calorici, ed evitare alcuni particolari cibi.

Per soffrire meno il caldo vanno ridotti o anche evitati tutti questi cibi (che spesso, invece, sono i best seller dell'estate, aiutati da cattive abitudini e suggestioni pubblicitarie interessate):
  1. Carne in tutti i modi (la digestione delle proteine sviluppa più calore della digestione dei carboidrati, particolarmente quando la modalità di cottura è elaborata), compresi i barbecue estivi;
  2. Salumi, perché eccessivamente ricchi di proteine, calorie, sale (rappresentano spesso la forma peggiore per assumere carne);
  3. Formaggi stagionati e anche freschi, perché, oltre ad essere ricchi di proteine e laboriosi nella digestione, sono eccessivamente ricchi di grassi;
  4. Bibite dolci e bibite gassate perché ricche di calorie; la bevanda ideale è l'acqua, corretta con un po' di limone, un po' d'aceto, pochissimo vino (meno di un quinto) o pochissima Coca-Cola (sempre meno di un quinto) In realtà non è sgradevole, anzi: basta farci l'abitudine e bere senza aspettarsi il troppo dolce della bevanda non diluita;
  5. Bibite dolcificate, perché ingannano l'organismo fornendo il sapore dolce ma senza le calorie, col risultato che il desiderio di dolce aumenta;
  6. Dolci, snack e merendine in genere, perché aumentano la necessità di acqua da parte dell'organismo, evitando anche di esagerare con i gelati.
  7. Alcolici e aperitivi, se non in piccolissime quantità e accompagnati da tanta acqua prima e dopo. Particolarmente temibile il vinello bianco gelato, che garantisce disidratazione e frequenti mal di testa se non è accompagnato da abbondantissima acqua prima e dopo.
Se il telegiornale lo dicesse, scatenerebbe il terremoto delle relazioni pubbliche.

Caldo afoso: quello che i TG non dicono

Ormai è diventata quasi una barzelletta: quando arriva il caldo, i telegiornali intervistano un esperto che, per farci stare meglio, raccomanda: "bere molto, mangiare frutta e verdura, evitare di uscire nelle ore più calde". Si tratta di raccomandazioni di buon senso che è comunque utile ripetere perché non tutti le sanno o se ne ricordano (per esempio i giovani o le persone normalmente poco informate). Quello che l'esperto non può dire, perché altrimenti la testata giornalistica sarebbe assalita dalle lobby commerciali di bibitari, allevatori di bestiame da carne e da latte, produttori di cibi pronti eccetera, è questo: Per resistere al caldo occorre mangiare di meno, anche in termini calorici, ed evitare alcuni particolari cibi.

Per soffrire meno il caldo vanno ridotti o anche evitati tutti questi cibi (che spesso, invece, sono i best seller dell'estate, aiutati da cattive abitudini e suggestioni pubblicitarie interessate):
  1. Carne in tutti i modi (la digestione delle proteine sviluppa più calore della digestione dei carboidrati, particolarmente quando la modalità di cottura è elaborata), compresi i barbecue estivi;
  2. Salumi, perché eccessivamente ricchi di proteine, calorie, sale (rappresentano spesso la forma peggiore per assumere carne);
  3. Formaggi stagionati e anche freschi, perché, oltre ad essere ricchi di proteine e laboriosi nella digestione, sono eccessivamente ricchi di grassi;
  4. Bibite dolci e bibite gassate perché ricche di calorie; la bevanda ideale è l'acqua, corretta con un po' di limone, un po' d'aceto, pochissimo vino (meno di un quinto) o pochissima Coca-Cola (sempre meno di un quinto) In realtà non è sgradevole, anzi: basta farci l'abitudine e bere senza aspettarsi il troppo dolce della bevanda non diluita;
  5. Bibite dolcificate, perché ingannano l'organismo fornendo il sapore dolce ma senza le calorie, col risultato che il desiderio di dolce aumenta;
  6. Dolci, snack e merendine in genere, perché aumentano la necessità di acqua da parte dell'organismo, evitando anche di esagerare con i gelati.
  7. Alcolici e aperitivi, se non in piccolissime quantità e accompagnati da tanta acqua prima e dopo. Particolarmente temibile il vinello bianco gelato, che garantisce disidratazione e frequenti mal di testa se non è accompagnato da abbondantissima acqua prima e dopo.
Se il telegiornale lo dicesse, scatenerebbe il terremoto delle relazioni pubbliche.

giovedì 2 giugno 2011

"Cetriolo assassino"? È colpa degli alimenti animali, invece

"Cetriolo assassino"? Per prevenire qualsiasi problema di contaminazione da Escherichia Coli basta lavare bene la verdura. 

E magari mangiare meno carne


Molte contaminazioni domestiche, ovvero molti mal di pancia dopo pranzo o dopo cena, dipendono dal fatto che si maneggiano incautamente carne, pesce e uova (da cui arrivano i batteri contaminanti, che vivono nell'intestino degli animali, uomo compreso) insieme con le verdure, oppure senza lavarsi le mani, il coltello, il tagliere. Idem quando in ristoranti e trattorie non si usano banchi e attrezzi diversi per i diversi tipi di alimento (la legge prevede che carne, pesce e verdure siano trattate in aree di lavoro separate con attrezzi diversi: il coltello della carne NON va usato per la verdura e viceversa). 


L'Escherichia Coli NON cresce sulle verdure, ma vive normalmente nell'intestino degli animali.


Come evitare problemi e prevenire contaminazioni:

  1. Lavare bene le mani prima di preparare insalate e verdure crude;
  2. Lavare bene le verdure, sciacquando con acqua corrente;
  3. Se non si è vegetariani, fare molta attenzione quando si preparano carne, pesce, uova perché le contaminazioni domestiche da Escherichia Coli arrivano da lì (o dalle proprie mani se non si lavano dopo essere stati in bagno);
  4. Lavare bene coltelli e attrezzature prima di trattare la verdura cruda;
  5. Usare taglieri diversi per carne, pesce e verdure;

domenica 17 aprile 2011

Consigli Vegetariani al VeganFest

VeganFest
Il VeganFest di Camaiore è il posto ideale per trovare, nel senso autentico dell'espressione, consigli vegetariani.

È anche il posto ideale per scoprire Yoga, AcroYoga, Danza Indiana, Danza Orientale, Capoeira, Qi Gong, Kung Fu e altre discipline fisiche e spirituali.

martedì 15 febbraio 2011

VeganFest Expo, fiera internazionale del mondo ecologico e vegan, con raduno degli Chef Vegan

Dal 22 al 25 Aprile 2011 a Capezzano Pianore (pronuncia Piànore), frazione di Camaiore, avrà luogo il VeganFest Expo con personalità del mondo vegan, workshop e laboratori tematici, corsi di cucina, oresentazioni, conferenze, musica e artisti vegan.

Nel corso della manifestazione avrà luogo anche il 5° Raduno Ufficiale degli Chef di Veganblog.it, con incontri e corsi gratuiti di cucina vegana e vegetariana.

Medici e nutrizionisti considerano l'alimentazione vegan, vegana, vegetariana e semi-vegetariana  più sana ed economica dell'alimentazione convenzionale con eccessi di carne e prodotti derivati, particolarmente quella con eccessi di prodotti conservati e industriali. Inoltre, come dimostra l'esperienza di milioni di vegetariani in tutto il mondo, può essere altrettanto gustosa. In certi casi è solo questione di cambiare abitudini o di modificare le proprie aspettative. In altri casi il presunto maggior gusto dei piatti a base di carne è dovuto principalmente alle grandi quantità di sale aggiunto (fino al 4% nel caso dei salumi, ad esempio).

Il VeganFest Expo è l'occasione giusta per scoprire i gusti e gli aspetti poco noti della cucina vegan e vegetariana. Anche chi ama la carne può comunque apprezzare alcuni piatti vegetariani, incrementando la quota vegetariana della propria dieta con beneficio per la salute e per la spesa.

La manifestazione si tiene presso la villa Borbone delle Pianore, il cui bellissimo parco misura cinque ettari. La villa si trova circa a metà strada fra Camaiore e Lido di Camaiore, a pochi km dal mare. Dalle finestre del primo piano e dal parco si vede il mare in lontananza.
Il parco della villa Borbone delle Pianore,
a Capezzano Pianore (provincia di Lucca).

venerdì 11 febbraio 2011

Che schifo, in India mangiano gli insetti...

In India mangiano gli insetti.
In Europa invece se li bevono...

mercoledì 9 febbraio 2011

Quattro passi per togliere la voglia

Secondo uno studio della School of Sport & Health Sciences, University of Exeter, UK, (e anche secondo l'esperienza comune), fare quattro passi è un  metodo efficace per farsi passare la voglia di mangiare, di fumare, di spiluccare, di bere alcol o di fare spuntini.

Quando la fame non è vera fame, farsi un giro dell'isolato anche di soli dieci minuti è un buon sistema per farsi passare desideri inopportuni: è talmente efficace che quattro passi fanno passare persino la voglia di cioccolato.

Quindi: ogni volta che viene una voglia inopportuna, fare una passeggiata è un buon sistema per mantenere i buoni propositi. (letto su Internazionale, dal New York Times)

lunedì 24 gennaio 2011

Il ministro Brunetta sui vegetariani: superficialità e confusione.

Il ministro Renato Brunetta è stato recentemente ospite della trasmissione radiofonica Decanter di Radio Due, dove ha presentato un suo libro di ricette scritto a fini di beneficenza. Il ministro ha l'hobby della cucina, è un cuoco apprezzato e competente, anche se di orientamenti piuttosto tradizionali: carne, lesso, il midollo come condimento segreto (che, dal punto di vista di chi ama certi sapori, è un consiglio eccellente, beninteso).

La cucina vegetariana non è ancora apparsa nel suo radar.

Infatti ha dovuto aspettare la sollecitazione di sms e messaggi ricevuti in trasmissione, a fine puntata, per dare qualche consiglio vegetariano, dimostrando però una grande superficialità sul tema, quel tipo di superficialità un po' provinciale che io incontravo spesso nei decenni scorsi ("Ah, non mangi carne? Ma il prosciutto lo mangi, vero?"). Ecco la ricetta e il genere di risposta che ha dato, trascritta dal podcast (minuto 32.41 in poi):

"Vede io non sono un fondamentalista, non dico solo carne, non dico solo pesce, non dico solo vegetale. Il bello della vita è la mescolanza, il mix, di tutto un po'... un risotto primavera, un risotto primavera cucinato con tante verdure, tanti ortaggi, ciascuno cucinato a parte, con una base di riso in bianco fatto bene, magari con un bel cubetto di midollo... il riso tostato e poi cotto amorevolmente con del brodo vegetale, alla fine, solo alla fine mescolare le verdure e gli ortaggi, all'onda dargli un ultimo colpo con un po' di burro, in modo tale che le verdure e gli ortaggi alla fine siano ancora distinguibili. Viene fuori un risotto primavera straordinario. Viva gli ortaggi quindi in uno straordinario mix con i grassi che possono essere anche grassi animali. Ecco questa è la mia visione del mondo dopo di che rispetto tutti, rispetto i carnivori, rispetto i mangiatori di pesce, e rispetto anche, ovviamente, i vegetariani."

Il ministro probabilmente non ha mai riflettuto sul tema del vegetarianesimo.

Sollecitato in proposito, l'ha messa solo come una questione di gusti e come una questione di ingredienti, risolvibile elegantemente, ad esempio, con un risotto primavera, magari condito col midollo...

Ecco cosa è sfuggito al ministro:

  1. Il tema del vegetarianesimo è molto vasto: si va dai semi-vegetariani (persone che mangiano prevalentemente vegetariano ma non disdegnano l'occasionale piatto di carne o di pesce, non più di una o due volte alla settimana) agli ovo-latteo-vegetariani (vegetali ma anche derivati animali come uova, latte e formaggi), ai vegetariani stretti, fino ai vegani e crudisti. Se non ne sai niente, non pensare di risolvere con la ricetta estemporanea.
  2. I motivi della scelta, che ha diversi livelli gradualità, sono molteplici: si va dalla scelta religiosa  (mangiare vegetariano per non uccidere o maltrattare animali) a quella etica (oltre a non maltrattare gli animali, anche un migliore uso delle risorse della Terra, limitando i cospicui consumi di acqua e mangimi degli allevamenti animali) fino a scelte dietetiche, di salute o anche, infine, ma è solo una delle tante possibilità, semplicemente di gusto personale;
  3. Nel caso di scelta religiosa o di scelta etica (che è la più difficile e rispettabile di tutte, perché magari viene fatta da persone che amerebbero mangiare carne), proporre estemporaneamente un "risotto primavera" buttando lì superficialmente "magari condito con del midollo" è come proporre a un musulmano una bistecca di maiale annaffiata da Brunello di Montalcino, oppure un piatto non kosher a un ebreo ortodosso, oppure un bell'hamburger il Venerdì Santo a un cristiano osservante: è un'assoluta mancanza di comprensione e rispetto per la scelta religiosa, morale ed etica, con l'aggravante della superficialità e dell'incomprensione verso quella che attualmente è una minoranza, anche se in crescita.
Non è questione di fondamentalismo. La scelta vegetariana può essere cieca e fanatica – come d'altro canto è cieca e inconsapevole la scelta di mangiare sempre carne a pranzo e cena – , ma è una scelta che può essere frutto di esigenze oggettive o di un ragionamento.

Insomma, la questione, se viene affrontata da una persona che scrive di cucina, non può essere semplicemente ridotta a una questione di gusti, o di scelta di ingredienti: invece di fare il risotto con la salsiccia, lo faccio con verdure e ortaggi ma insomma è la stessa cosa. No, non è la stessa cosa.

domenica 9 gennaio 2011

Cattive abitudini alimentari che fanno ingrassare

Ci sono diverse cattive abitudini alimentari che fanno ingrassare o rendono difficile mantenere il peso forma. In certi casi lavorare per perdere queste abitudini consente di guadagnare in salute, efficienza, lucidità mentale senza grossi sacrifici.  Ecco l'elenco:

  1. Saltare i pasti;
  2. Mangiare troppo in fretta;
  3. Esagerare nei weekend;
  4. Troppo sale e spuntini salati;
  5. Alcol;
  6. Mangiare davanti alla tv.

Qui tutti i post sul tema delle cattive abitudini alimentari.

venerdì 7 gennaio 2011

Cattive abitudini che ti fanno ingrassare (6) - Mangiare davanti alla tv

L'abitudine, tipica di molti single di città, di cenare mangiando qualcosa davanti alla tv (magari alimenti pronti, salatini e piatti precotti) è deleteria:

  1. Si mangia di più
  2. Si assapora meno il cibo perché distratti dalle immagini
  3. Se poi ci si addormenta sul divano si stimola l'accumulo di grassi
Purtroppo, per metrosexual, yuppie ed elegantoni di città questa è una cattiva notizia: più tardi si mangia e più s'ingrassa, per di più dormendo male.

Possibile soluzione: spuntino alle 17 o alle 18, a seconda delle proprie possibilità, dell'orario di lavoro e dei tempi per tornare a casa. Questo spuntino potrebbe anche essere una happy hour purché si scelga un bar che offre alimenti sensati: un bicchiere di vino o di birra con crudité da sgranocchiare. Lo spuntino potrebbe anche essere costituito (per chi non guida) da un bicchiere di birra di fine lavoro con due gambi di sedano o due carote: nutriente e rimineralizzante, oltre ad essere piacevole. Con un pezzetto di formaggio grana, o con qualche arachide non salata, potrebbe anche costituire la cena e poi non pensarci più.

Un errore grave invece è uscire dal lavoro, andare in palestra e poi cenare (fuori con gli amici o a casa davanti alla tv): il rischio è proprio quello di strafogarsi e poi digerire male durante la notte.

giovedì 6 gennaio 2011

Cattive abitudini che ti fanno ingrassare (5) - Alcol

Come si sa, vino e birra in quantità moderata, fanno bene e sono ricchi di sostante positive. Però l'eccesso comporta l'assunzione di grandi quantità di calorie vuote, quelle dell'alcol. E, purtroppo, eccedere in fatto di vino o birra è facile: basta superare la quantità di un bicchiere al giorno (massimo due per chi ha una vita molto attiva e non è sedentario).

Se uno è abituato a bere un quarto di vino a pasto, oppure una birra media sempre a pasto o dopo cena, può  dimagrire semplicemente eliminando o riducendo questa abitudine.

Personalmente ho sempre mangiato bevendo una bottiglia da 33 cc di birra a pranzo e una a cena (oppure un quarto di vino) e, da bravo mezzo veneto, consideravo improponibile l'idea di pranzare bevendo acqua. Qualche anno fa ho smesso di bere alcolici ai pasti (adesso ne bevo solo quando mangio fuori) e devo dire che sto molto meglio: dormo meglio, i mal di testa sono diventati sempre più rari, l'equilibrio durante la pratica di yoga è molto migliore (e se bevo due bicchieri di vino la sera prima, mi accorgo che, sia pure di poco, le posizioni di equilibrio sono più difficili). Curiosamente, lo stesso succede con i dolci, un altro tipo di alimenti che è bene ridurre se non eliminare del tutto.

Se si beve, il vino è meno calorico della birra (purché se ne beva poco). Quantità massime consigliabili: un bicchiere di vino al giorno (20cc), una birra al giorno (33cc), un bicchierino di superalcolico al giorno (8cc); solo uno dei tre, non tutti e tre: o vino, o birra, o superalcolico. Se si ama il vino, conviene quindi bere acqua al pasto e poi gustarsi un buon bicchiere di vino alla fine.

mercoledì 5 gennaio 2011

Cattive abitudini che ti fanno ingrassare (4) - Troppo sale e spuntini salati

Il sale, in eccesso, è un nemico invisibile che induce a mangiare di più.

E nella maggior parte dei cibi pronti e dei cibi industriali, oggi, il sale è sempre in eccesso: senza considerare ovvi cibi problematici come salatini e arachidi salate, bisogna sempre tenere conto che, ad esempio, gli apparentemente innocui prosciutto crudo e parmigiano reggiano che contengono tante proteine e tanta energia, contengono anche dal 3 al 4% di cloruro di sodio. Lo stesso si può dire di certi tipi di pane, eccessivamente saporiti da percentuali di sale francamente esagerate. Con un panino al prosciutto si assume più di metà del cloruro di sodio necessario nella giornata.

Il desiderio di cibi salati diminuisce dopo un paio di settimane di riduzione o di astinenza. I vantaggi della disintossicazione da sale sono tre:

  1. Si apprezzano di più i sapori, perché quando è in eccesso, il sale li copre.
  2. Si mangia di meno, perché un boccone salato tira l'altro.
  3. Si bevono meno alcolici e quindi si ingeriscono anche meno carboidrati (l'alcool è un carboidrato più insidioso dello zucchero), quindi meno calorie.
Se uno sente l'assoluto bisogno di salare il cibo (e questo può essere un trucco per diminuire l'uso complessivo del sale durante la fase transitoria) meglio aggiungerlo dopo a tavola invece che in cottura: il sale in superficie si sente di più di quello disperso in cottura. Usare un portasale con buchi piccoli e salare scuotendo al massimo una o due volte.

martedì 4 gennaio 2011

Cattive abitudini che ti fanno ingrassare (3) - Esagerare nei weekend

Gli eccessi del weekend possono portarsi dietro problemi per buona parte della settimana. Ci sono molti motivi per non abbassare la guardia durante il fine settimana:

  1. Se mangi male per due giorni, mangi male per il 30% del tuo tempo. 
  2. Se non sei vegetariano o semi-vegetariano, gli eccessi di grassi saturi (in genere molti grassi animali, compresi quelli invisibili nella carne e in certi salumi) rendono il corpo meno sensibile alla sensazione di sazietà, quella sensazione di stomaco pieno che ci dice - senza bisogno di scomodare la forza di volontà - che non abbiamo più fame.
Nulla vieta di strafogarsi ogni tanto: ma un singolo pasto nel corso della settimana, non un intero weekend. 

Assaporare il cibo e cercare di condizionarsi ad apprezzare spuntini salutari (carote, sedano, finocchio, qualche mandorla, frutta secca non salata ecc) è un buon modo per prendere buone abitudini che sostituiscano quelle cattive.

In fondo non sta mica scritto nella legge divina che patatine fritte industriali o formaggi e salumi ultrasalati altrettanto industriali debbano essere considerati buoni solo perché superficialmente appetitosi: spesso li consideriamo buoni solo per condizionamento sociale, familiare e pubblicitario. La pubblicità ci dice che è buono, la mamma lo comprava per la pubblicità e ci diceva che è buono, e noi siamo condizionati a pensare che è buono. Ma non sempre è veramente buono, come nel caso di condimenti pronti, formaggini, merendine e snack industriali.

I gusti si evolvono e apprezzare un gambo di sedano croccante è più adulto e maturo che mangiare le patatine fritte.

I consumi di carne secondo Altroconsumo

Ecco alcune cifre prese dal numero 244 di Altroconsumo sui consumi di carne:

  1. Consumo annuo medio in Italia: 87 kg (sono circa 240 grammi al giorno)
  2. Emissioni complessive di gas serra dovuti all'allevamento del bestiame: 18%
  3. Consumi di acqua dell'agricoltura (coltivazioni per l'uomo, coltivazioni per mangimi e allevamento del bestiame): 70% dell'acqua dolce usata dall'uomo (alimentazione, industria, agricoltura).
È evidente che, anche se un moderato consumo di carne può essere giustificato (infatti il parere di molti esperti è che una dieta semi-vegetariana sia generalmente meglio di una dieta strettamente vegetariana, anche se quest'ultima può essere giustificata da convinzioni etiche o religiose), l'attuale consumo è eccessivo e dannoso sia per la salute sia per il pianeta. 

Anche il carnivoro più convinto farebbe bene a ridurre i propri consumi di carne sostituendola in parte con verdura e proteine di origine vegetale. Soprattutto chi ne mangia tutti i giorni.

lunedì 3 gennaio 2011

Cattive abitudini che ti fanno ingrassare (2) - Mangiare troppo in fretta

Mangiare troppo in fretta rallenta la percezione dello stimolo di sazietà e quindi induce a mangiare di più del necessario.
Mangiare lo stesso gelato in 5 minuti oppure in 30 genera una diversa sensazione di sazietà: più lentamente si mangia, più il corpo si rende conto che lo stomaco si sta riempiendo e quindi non è necessario mangiare ulteriormente. Inoltre si migliora la digestione perché in genere i bocconi sono più piccoli e meglio masticati.

Infine, uno studio del 2009 del Journal of the American Dietetic Association ha verificato che lo yoga aiuta a dimagrire rendendo le persone più consapevoli di quello che mangiano e di come lo mangiano. Praticare yoga può aiutare sia a risolvere il problema di mangiare troppo in fretta, sia a diventare più consapevoli delle proprie abitudini alimentari, migliorandole positivamente.

Leggere le etichette degli alimenti aiuta a mangiare meglio (e anche a dimagrire)

La maggior parte delle persone, al supermercato o nei negozi, compra gli alimenti senza leggere l'etichetta, l'elenco degli ingredienti e le informazioni nutrizionali.

Se non si ha tempo per leggerla prima, conviene dargli un'occhiata poi a casa, per decidere se è un cibo che conviene consumare di più, di meno, o eliminarlo del tutto.

Dare un'occhiata alle etichette è una buona abitudine per questi motivi:

  1. Aumenta la consapevolezza di quel che mangiamo;
  2. Consente di scoprire l'effettiva portata calorica di quel che mettiamo in tavola;
  3. Ci informa su ingredienti più o meno evidenti di certi cibi.
L'etichetta di una bevanda
a base di frutta.
Per esempio, in certi casi è stupefacente scoprire che in alcuni piatti pronti o in alcuni cibi conservati c'è anche lo zucchero (saccarosio), rendendoli più attraenti ma anche più pericolosi per la linea e per la salute. Il tutto senza un vero vantaggio perché l'eventuale zucchero aggiunto a un condimento o a un secondo piatto porta solo calorie vuote. Leggere l'etichetta ci consente anche di scoprire l'eventuale presenza di dolcificanti al posto dello zucchero, il cui consumo non è mai consigliabile e comunque deve essere particolarmente prudente soprattutto nel caso di bambini e ragazzi,

Leggendo gli ingredienti delle confezioni è importante ricordarsi che vengono elencati in ordine percentuale a scendere: prima l ingrediente più abbondante poi gli altri a decrescere. Questo ci consente di scoprire che la pietanza al tartufo contiene solo tracce di tartufo, oppure il risotto ai funghi contiene più glutammato che funghi.

Leggere le etichette permette di mangiare meglio e magari risparmiare e dimagrire un po' senza sacrifici.